L’incontro con altri viaggiatori diventava un particolare momento di comunione e fraternità, e la strada non rappresentava più solamente un tratto fisico da percorrere ma diveniva anche un luogo di scambio reciproco e di continuo osmosi cultuale e culturale.

La mia pittura nasce da un dubbio costante: una ricerca effimera di risposte su ciò che l’uomo non può vedere, sulla possibilità di una fede che non si concretizza, sul bisogno di attribuire un senso all’esistenza. Sono domande che non trovano una soluzione definitiva e che scelgo di non chiudere, ma di aprire a chi osserva.

Indicare il prodotto a scelta tra i seguenti numeri: 1_2020; 2_2020; 3_2021; 4_2021; 5_2022; 6_2023; 7_2024; 8_2025

L’onorevole deputato Francesco Ciccotti Scozzese, socialista e antifascista, non poteva che nascere a Palazzo San Gervasio, il Comune in cui il Presidente del Municipio Giuseppe d’Errico (1757-1802), uomo di legge e patriota, aderì alla proclamata Repubblica di Napoli piantando in piazza, il 9 febbraio 1799, l’Albero della Libertà. 
Mussolini lo accusò di servilismo verso Nitti e lo definì “lercio basilisco”; lo scontro, portò ad un duello tra i due che si svolse a Villa Perti in Artignano, nei pressi di Livorno, il 27 ottobre 1921. Il duello finì prima del tempo per un malore cardiaco che colse il Ciccotti. (dalla Presentazione)

Questo manoscritto, ritrovato nell'Archivio Storico della Biblioteca
Nazionale di Napoli, risulta particolarmente interessante poiché ci offre uno spaccato abbastanza dettagliato del quadro patrimoniale dei beni dei Cavalieri Templari e Giovanniti nel Mezzogiorno d’Italia in un arco temporale che va dal regno di Carlo I d’Angiò a quello di Giovanna II, quindi, nel periodo compreso tra il soggiorno a San Giovanni d’Acri ed il successivo momento rodiese.